De Gasperi senza retorica (Sole 24 Ore)

di Stefano Folli, del 31 marzo 2014

De Gasperi. Uno studio

La politica, la fede, gli affetti familiari

Dal Sole 24 Ore del 30 marzo

Negli ultimi mesi del 1941 Luigi Albertini si avviava a concludere la sua vita a Roma, ormai lontano dalla scena pubblica. A confortare e in qualche caso ad assistere il leggendario ex direttore del «Corriere della Sera» fu Alcide De Gasperi, a quel tempo impiegato presso la Biblioteca Vaticana. È una delle notizie, sconosciute ai più, contenute nel saggio di Giuseppe Sangiorgi De Gasperi, uno studio: una ricostruzione che ci restituisce la dimensione più autentica, privata e non solo politica, dello statista trentino. Gli anni della formazione, gli affetti più intimi, le sofferenze di un'esistenza vissuta nel segno degli ideali quale che fosse il prezzo da pagare, la fede religiosa come costante «imitazione di Cristo»: Sangiorgi, oggi segretario generale dell'Istituto Sturzo, riesce a spiegare De Gasperi ai giovani d'oggi, facendolo scendere dal monumento su cui è stato collocato magari con le migliori intenzioni, ma con l'effetto pratico di annebbiarne il ricordo. Invece proprio la crisi verticale di una politica sempre meno credibile impone di tornare all'esempio degasperiano al di fuori di ogni enfasi. Tanto più che l'uomo era del tutto refrattario alla retorica e invece molto attento ad annodare i fili della storia,a coglierne l'intima complessità. Lo dimostra l'episodio di Albertini, conosciuto da De Gasperi in casa Bracci insieme a grandi personalità dell'antifascismo intellettuale. Ma Sangiorgi rivela anche l'assiduità con cui lo statista, anni più tardi, allevia gli ultimi giorni di Carlo Sforza, il suo laico ex ministro degli Esteri che egli avrebbe voluto presidente della Repubblica. De Gasperi riesce a ottenere per il suo amico i conforti religiosi, nonostante le riserve del "vescovo chiamato a convertire l'uomo noto alla Chiesa per la sua «vita licenziosa». Anche in questo, come in altri episodi più noti, lo statista dimostra la capacità di conciliare lo Stato e l'altare, lo spirito delle istituzioni repubblicane e la sua profonda fede di cattolico.

Di Stefano Folli

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