Critica e storia di una scienza delle legislazioni comparate

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Collana: Biblioteca di Studi Filosofici
2005, pp XXVIII+684
Rubbettino Editore
isbn: 8849813784
Presentazione di Giuseppe Giarrizo Nel suo intenso impegno scientifico Amari si proponeva di pubblicare un’opera sulla fondazione del Diritto comparato, con il titolo Critica e storia di una scienza delle legislazioni comparate. Il progetto non fu portato a compimento; l’Autore, infatti, ha pubblicato soltanto il libro I, la Critica di una scienza delle legislazioni comparate (Genova 1857), e ha lasciato incompleto il libro II (Della Storia) conservato nella Biblioteca comunale di Palermo ai segni 5 Qq B 28. Per la prima volta viene proposta agli studiosi l’opera secondo il progetto originario dell’Autore, con il titolo che avrebbe dovuto assumere una volta completata. Collocata all’interno del contesto italiano ed europeo relativo alla fondazione delle scienze storiche e morali, l’opera di Amari costituisce un lucido ed erudito affresco della cultura storica, filosofica e giuridica europea del Settecento e del primo Ottocento. I suoi assi portanti sono costituiti dalla tradizione dell’illuminismo e dall’eredità vichiana interpretati in chiave metodologica e non metafisica. Il testo di Amari, come è stato notato da V. Frosini (che ha introdotto una ristampa della Critica nel 1969), si colloca all’interno della nascente Sociologia del Diritto. Per il Curatore, esso rappresenta soprattutto una delle prime voci nel Risorgimento sulla ‘crisi’ del giusnaturalismo verso una visione ‘storicistica’ del diritto. La sua valenza etica e politica consiste nella proposta di una nuova cultura per la nuova Italia, che per Amari doveva essere liberale e federalista, sul modello degli Stati Uniti d’America o della Svizzera.