Contro la tentazione statalista. Rubbettino lancia in libreria una raccolta di scritti inediti di Luigi Einaudi ()

di Redazione, del 26 ottobre 2012

Si intitola “Il mio piano non è quello di Keynes” e raccoglie una serie di scritti inediti di uno tra i più ammirati e stimati Presidenti della Repubblica Italiana, Luigi Einaudi, il libro che Rubbettino lancia in libreria in questi giorni per celebrare il quarantennale della fondazione della Casa Editrice, nata nel 1972 a Soveria Mannelli.
Perché proprio questo libro? Perché in un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo in cui l’intervento dello Stato appare come la panacea in grado di risollevare le sorti del Paese, la lezione di Keynes sembra essere tornata attuale. Ma non si deve dimenticare che spesso la cura può essere peggiore della malattia, e anzi può aggravarla.Questi scritti inediti di Luigi Einaudi, raccolti dal suo allievo e successore Francesco Forte, possono aiutarci a comprendere che se una direzione della vita economica è possibile e persino auspicabile, lo è solo in quanto riesca a tener conto della libertà individuale come motore primo dello scambio e del mercato. Al di fuori di questo, qualsiasi pianificazione si risolve in costrizione; qualsiasi intervento in impedimento; qualsiasi forma di politica, in una forma di imposizione legittimata dall’alto in nome dello Stato. La lezione di Einaudi risulta allora essere fondamentale per capire che gestire la crisi è gestire la stessa libertà dell’uomo affinché, responsabilizzata, sia in grado di compiere scelte coraggiose ma sempre perfettibili perché fondate sulla costante osservazione della lealtà e non sull’arbitrio di una ideologia.

La pubblicazione del volume diventa così occasione per la Casa Editrice di ricordare che l’opzione liberale è la sola che possa rispettare la dignità e la libertà degli individui ma è anche quella che, alla fine, riesce a far superare momenti difficili come quello che stiamo vivendo. D’altronde come dice lo stesso Einaudi in un passaggio del libro “Come l’amore e l’amicizia non vengono per ordine superiore, così la ripresa non ubbidisce ai comandi dell’alto”. 

Una lezione quanto mai attuale che in questi giorni sarebbe bene imparare e tenere bene in mente.