Clio Pedone, politica estera il vero "amore" di Cossiga ()

di Redazione, del 16 maggio 2012

Da AGI Friuli Venezia Giulia - 16 maggio 2012
Svela un politico lontanissimo dal solito clichè del ''picconatore'' il nuovo libro su Francesco Cossiga scritto da Clio Pedone, concentrandosi invece su quello che del presidente emerito della Repubblica era un grande e forse il vero amore: la politica estera.
"L'uomo che guardò oltre il Muro - La politica estera italiana dagli euromissili alla riunificazione tedesca svelata da Francesco Cossiga'' (Rubettino, 170 pagine, 14 euro) è arricchito dalla prefazione della figlia del presidente, Anna Maria Cossiga, dall'introduzione dell'ambasciatore Luigi Vittorio Ferraris e da interviste all'ex ministro della Difesa Lelio Lagorio, all'ambasciatore e già capo ufficio stampa di Cossiga negli anni del Quirinale, Ludovico Ortona e all'attuale vice capogruppo vicario del Pd a palazzo Madama, Luigi Zanda, fidatissimo collaboratore di Cossiga quando fu ministro della Riforma per la Pubblica Amministrazione.
L'autrice, giornalista esperta di politica internazionale, intervista Cossiga su alcuni passaggi cruciali dell'ultimo Novecento italiano: dalla crisi degli euromissili alla crisi di Sigonella. Cossiga traccia un ritratto personalissimo di Mikhail Gorbaciov e della moglie Raissa, ed un profilo della Lady di Ferro, Margaret Thatcher, che rivela un'amicizia intima e sincera tra i due ex capi di Stato.
Ma il libro di Clio Pedone racconta anche la caduta del Muro di Berlino. Un volume che inoltre si sofferma e analizza un aspetto poco noto della poliedrica carriera dell'ottavo presidente della Repubblica italiana: la ''sua'' politica estera. Quando ancora dominavano realpolitik e timori, il presidente emerito, da statista quale fu, vide molto più lontano, intuendo prima di altri l'incipiente crollo del sistema sovietico, la riunificazione della Germania e il ruolo che il gigante tedesco riunificato e l'Italia avrebbero potuto giocare insieme nel nuovo contesto europeo. Nelle lunghe interviste con l'autrice, Cossiga confessa che il suo sogno sarebbe stato quello di fare il ministro degli Affari esteri: un desiderio che, almeno ufficialmente realizzò solo in parte. Come la figlia Anna Maria racconta nella prefazione ''Anche se la carica di presidente del Senato è stata - nelle parole del presidente Emerito - la più divertente, è certo però che fare il ministro degli Esteri lo avrebbe divertito anche di più. Quando qualcuno ripercorreva le tappe del suo cammino politico - scrive Anna Maria - Cossiga interveniva ricordando con orgoglio di essere stato anche, per un breve periodo, ministro degli Esteri ad interim, dal 24 novembre 1979 al 14 gennaio 1980''. In ogni caso, Cossiga ha coltivato senza remore la sua passione per la politica estera, collegata intrinsecamente al suo alter ego di ''spia'' e di esperto di servizi segreti - ''Aldo Moro mi mandò all'estero a studiare l'intelligence'' racconta Cossiga nel libro. Il volume riporta la testimonianza di un'opera di diplomazia personale, rivelatasi poi fondamentale per l'Italia, durata moltissimi anni, poco nota e ancor meno compresa, che oggi può essere finalmente valutata con serenità.