Cattolici in campo. Ma il professor Diotallevi straccia il loro schema di gioco ()

di Redazione, del 09 novembre 2011

"l'Espresso" - Blog, Settimo Cielo di Sandro Magister - 8 novembre 2011
E se l’antiberlusconismo fosse un istinto conservatore?

E se l’orrore per Lega diffuso in tanto cattolicesimo italiano fosse un indizio di immaturità politica?

E se l’idea di un partito riformista a vocazione maggioritaria, il PD, che rompeva con massimalismi e narcisismi, non fosse stata una cattiva idea?.

Sono – alla lettera – alcune delle domande alle quali risponderà il libro di Luca Diotallevi dal titolo “L’ultima chance. Per una generazione nuova di cattolici in politica” (Rubbettino 2011) che sarà in libreria tra un paio di settimane e creerà una sicura turbolenza in tante file cattoliche scalpitanti dentro e ai bordi dell’arena politica.

Diotallevi non è l’ultimo venuto. E professore di sociologia all’Università di Roma Tre ed è politologo di riferimento della conferenza episcopale italiana. È stato relatore al IV convegno ecclesiale nazionale di Verona, nel 2006, ed è vicepresidente del comitato scientifico e organizzatore delle settimane sociali dei cattolici italiani.

Pungerà sul vivo, il libro di Diotallevi, soprattutto quei cattolici all’opera per una nuova stagione “centrista” invece che maggioritaria e bipolarista.

Basta leggere questo passaggio graffiante della sua prefazione, in cui egli assume l’opzione per il sistema proporzionale come un test delle reali identità politiche di certi leader cattolici e del danno che essi recano al loro stesso elettorato:

“Nessun esercizio retorico può occultare la radicale divergenza di interessi che oppone il ceto politico ‘neocentrista’ all’elettorato ‘centrale’, in larga parte costituito da quei cattolici a nome dei quali i politici ‘centristi’ pretenderebbero di parlare.

“Il ceto politico ‘neocentrista’, per sopravvivere, ha assoluto bisogno di sabotare la democrazia governante e di sterilizzare il potere decisionale degli elettori, onde trasformare il proprio modesto capitale di consenso elettorale in una micidiale e irresponsabile rendita di posizione parlamentare.

“Al contrario, gli elettori ‘centrali’, e gli elettori in generale, al fine di poter far pesare i loro interessi, hanno bisogno a tutti i livelli di regole elettorali che restituiscono loro il potere di scegliere candidati, amministratori, maggioranze, agende di governo, e poi di avvalersi contro gli eletti della imputabilità personale dell’agire politico.

“Se non ci lasciamo sfuggire questo conflitto di interessi possiamo scoprire il gioco dei politici ‘neocentristi’ che occultano per mezzo degli appelli ai valori dei cattolici il tentativo di sabotare proprio il reale potere politico di questi ultimi”.
Non è un mistero che la maggior parte degli esponenti cattolici riuniti a Todi siano proprio dei “neocentristi” che vogliono uscire dal maggioritario e tornare al proporzionale, contro l’orientamento che permane saldamente bipolarista dell’insieme dell’elettorato italiano (come confermato dai periodici sondaggi dell’Ipsos di Nando Pagnoncelli).

È questa anche la linea sotto traccia del quotidiano “Avvenire”. Il loro partito di riferimento è l’UDC di Pierferdinando Casini, che sperano si ingrossi grazie a un collasso di PdL e Lega e si sommi ad apporti laici e confindustriali.

Sull’ultimo numero de “Il Regno“, Gianfranco Brunelli ha già avvertito che un simile progetto “rischierebbe di rivelarsi, alla prova elettorale, velleitario”, facendo emergere fino in fondo “la tragedia di una Chiesa ridotta a parte politica e di un mondo cattolico marginale e marginalizzato”.

Il libro di Diotallevi lancerà un nuovo salutare segnale d’allarme a quei cattolici che ancora procedono imperterriti lungo la strada descritta.

in libreria dal 30 novembre
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