Caso Belsito. Ciconte: avevo denunciato tutto due anni fa ()

di Redazione, del 03 aprile 2012

La notizia dell’avviso di garanzia a Belsito, giunta come un fulmine a ciel sereno sui cieli della Padania, non ha certo colto di sorpresa Enzo Ciconte, autore del libro “Ndrangheta padana” disponibile sia in libreria che in formato ebook.
“Ho denunciato tutto due anni fa – ha dichiarato ai nostri telefoni Ciconte – la ‘ndrangheta è sempre più un problema del Nord.
Cresce al Nord e qui prospera, guarda caso, proprio nei territori governati dalla Lega. Nei luoghi dove si è affermato lo slogan ‘Padroni in casa nostra’ si scopre che i padroni veri sono gli ‘ndranghetisti”.

Il libro di Ciconte tocca nel vivo un nervo scoperto: quello che lega imprese, ‘ndrangheta e politica, una triade che molti consideravano finora legata a doppio filo solo in Calabria ma che invece si scopre essere intimamente legata al Nord come al Sud con gli stessi criteri e con i medesimi meccanismi di scambi di soldi, favori e interessi politici.

Per la Lega, osserva Ciconte nel libro, la ‘ndrangheta non è mai stata una priorità. La vera priorità della Lega è stata la sicurezza, declinata come pericolo proveniente dagli extracomunitari. Si è abbassato così il livello di guardia e si è garantita alla ‘ndrangheta la possibilità di operare indisturbata e toccare tutti i livelli della società civile, compresa a quanto pare la stessa segreteria amministrativa della Lega.

Il libro "Ndrangheta padana"

Omertà, pizzo, infiltrazioni mafiose nel mondo della politica e dell'impresa, summit mafiosi... parole e concetti che rimandano istintivamente al Sud. Eppure la mafia, e in particolar modo la 'ndrangheta, non è un problema unicamente meridionale, non è affare che riguarda solo“i terun”.La 'ndrangheta è l'unica organizzazione criminale ad avere due sedi, Reggio Calabria e Milano. La“Padania” è da decenni teatro di loschi affarie di intrecci ancor più sporchi e, nonostante se ne parli ormai da tempo, politici e amministratori locali, con lodevoli eccezioni, fingono di non vedere o negano spudoratamente l'evidenza. Gli 'ndranghetisti hanno il controllo di una parte del territorio, hanno molti soldi e li prestano a usura, si sono impossessati di case, alberghi, bar, ristoranti, pizzerie, supermercati, imprese, sono presenti nei grandi appalti dell'Alta velocità e hanno lambito quelli dell'Expo. E’ la mafia dei colletti bianchi, degli uomini cerniera, degli insospettabili, degli uomini invisibili. L'autore getta finalmente luce su questa realtà finora sommersa, fa nomi e cognomi di politici, imprenditori, professionisti legati a doppio filo alla 'ndrangheta e che pure continuano a occupare posti di prestigio e di potere in Lombardia e in tutto il Nord.