Carrà, lo scienziato che con la chimica plasmava un futuro migliore (Milano Finanza)

di Andrea Galli, del 22 aprile 2013

Da Milano Finanza del 20 aprile 2013

Dieci Vite per la Scienza, edito da Rubbettino, raccoglie altrettante interviste televisive realizzate dall'autore per Class Msnbc Tv, la tv di Class Editori, Pubblichiamo di seguito un estratto del capitolo dedicato al chimico Sergio Carrà

C 'è stato un momento in cui la chimica italiana era all'avanguardia nel monda In cui la capacità dei nostri ricercatori (...) aveva portato questo importante settore industriale ai vertici mondiali in fatto di competenze e sviluppo. Era una scommessa, un investimento su un futuro che, nel tempo, ha poi dimostrato tutta la sua importanza strategica, al punto che oggi i Paesi più avanzati nell'imprenditoria di quel settore sono gli stessi che possono vantare le economie più solide. Uno degli artefici di quella stagione d'oro della chimica italiana è stato ed è tutt'oggi Enzo Carrà. Nato a Milano nel 1929, si è laureato in chimica presso l'Università Statale della stessa città, nel 1953. La sua carriera accademica è stata folgorante: ordinario di chimica fisica già nel 1968 presso l'Università di Messina, ha dato un validissimo contributo alla ricerca e all'innovazione in settori strategici della chimica industriale. (...) La sua fama di brillante uomo di scienza è stata ampiamente riconosciuta anche all'estero, oltre che nel nostro Paese, nel quale è stato comunque insignito del Premio Feltrinelli per la eliiinica e applicazioni nel 1991 e del premio Giacomo Levi per le innovazioni apportate nel settore della chimica industrial, nel 1997. Nel suo curriculum vitae spiccano anche i progetti di ricerca e insegnamento in alcune tra le strutture guida a livello mondiale per quanto riguarda lo studio della chimica: l'Università di Notre Dame, negli Stati Uniti e l'Università del Wisconsin.
(...) La chimica italiana, fino agli anni 70 - come accennato - era tra le più avanzate al mondo. (...) Poi, complici lecrisi energetiche ed economiche degli anni 70 e il crescente interesse famelico di una certa politica nei confronti delle realtà produttive, si è avuta la grande crisi, culminata anche con scandali e vicende giudiziarie poco chiare. Carrà non manca mai di ricordare, nelle sue interviste, come i quindici anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale siano stati anni a dir poco magici, per la chimica e non solo. (...)1 giovani di allora, come dice Carrà, erano affascinati dalla chimica per la sua capacità di interagire con la realtà, trasformarla.(...) La chimica, come ci insegna Carrà, era considerata una disciplina fantastica, da questo punto di vista. Consentiva di mettere a punto nuovi materiali, affiancava la fisica nella ricerca di fonti energetiche Insegnava come conservare gli alimenti per consentire a un intero popolo di nutrirsi in maniera più variata e a prezzi minori. Interagiva con la medicina per mettere a punto principi attivi in grado di debellare le malattie. La petrolchimica, addirittura, ci fece accarezzare il sogno di una indipendenza energetica, grazie alle visioni spregiudicate ma lungimiranti di Enrico Mattei. questo il quadro di riferimento in cui agisce Carrà. Che vive da protagonista questo straordinario momento dell'Italia. Poi il conformismo politico ha soffocato questa rinascita, che non va intesa solo da un punto di vista economico. Il conformismo politico, come lo chiama Carrà stesso, ha rappresentato la pietra tombale per la grande occasione che l'Italia ha avuto per rimanere saldamente agganciata a un mondo che avanzava, nutrito da una crescita vertiginosa del progressa Americani e russi colonizzavano lo spazio? Gli italiani costruivano le opere di ingegneria civile più importanti al monda Questo era il nostro ruolo, la nostra dimensione di allora.
E Carrà, da questo punto di vista, è una sorta di specchio di quel tempo. (...) Oggi Sergio Carrà è uno dei più. stimati docenti del Politecnico dì Milano, dove insegna termodinamica dell'Ingegneria chimica. Accademico dei Lincei dal 1993, ha messo al centro dei suoi interessi lo studio dello sviluppo energetico, elaborando scenari per il cinquantennio a venire.

di Andrea Galli