Capire la modernità, metodi e proposte (Il Giorno)

di Redazione, del 24 novembre 2014

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La vita oltre l'Euro

Esperienze e visioni di un economista pragmatico

Da Il Giorno del 22 novembre

Il lato positivo delle crisi è la spinta a rimettere tutto in discussione. E a ripensare criticamente idee e comportamenti. "Ci sono più cose in cielo e in terra di quante non ne sogni la tua filosofia, Orazio": l'ammonimento dell'Amleto di Shakespeare all'amico filosofo suona di straordinaria attualità. Mai come adesso, infatti, è indispensabile studiare con mente curiosa e recettiva e cercare nuove risposte di senso, molto più che giocare con formule e schemi nella banalità dell'italenglish. Studiare cosa? Big Bang Disrupdon, per esempio, e cioè Idee, strategie e visioni per trasformare la Digital Disruption in opportunità di business, un libro di Larry Downes e Paul Nunes, pubblicato in Italia da Egea con il contributo di Accenture e con prefazioni di Fabio Benasso e Umberto Bertelè. Di che si tratta? D'una riflessione (ricca di dati e fatti) che parte dalla consapevolezza che oggi "every business is a digital business" e dunque indaga su come si stanno radicalmente trasformando processi produttivi e prodotti, abitudini di lavoro e di consumo, in una stagione in cui si è sempre "tutti connessi", le migliaia di "app" diverse hanno modificato il viaggiare, il produrre, il comunicare e in cui "banda larga" e "cloud computing" permettono di elaborare e trasmettere ad altissima velocità dati e dunque pensieri, esperienze, elementi su cui scegliere e decidere. L'e-commerce stravolge le relazioni d'affari, le stampanti 3D le produzioni e le gerarchie aziendali, la "sharing economy" i rapporti tra comunità e singole persone. Tutto è straordinariamente veloce. E "per gli innovatori sopravvivere al successo è quasi difficile quanto sopravvivere al fallimento". I cambiamenti investono, naturalmente, anche le relazioni politiche e finanziarie, rimettendo tutto in discussione.
Anche la moneta comune europea. La vita oltre l'euro è il titolo dello stimolante libro di Ernesto Preatoni, abile uomo d'affari e pensatore economico controcorrente, scritto in dialogo con Giancarlo Mazzuca, direttore de "Il Giorno", con prefazione di Paolo Savona, per Rubbettino. L'economia non cresce, soprattutto in Italia. E tra le responsabilità c'è l'ingresso, mal deciso e altrettanto mal gestito, in una nuova valuta, l'euro appunto, senza che ne seguissero scelte chiare verso l'unione politica. Guai aggravati dai "sacerdozi dell'euro", dalle ideologie rigoriste d'impronta tedesca e dalle pessime burocrazie. Che fare? Uscire dall'euro, secondo Preatoni. Con calma, nervi saldi, lucide risposte alle conseguenze (inflazione, svalutazione della lira del 30% con ripercussioni sui risparmi degli italiani) e scelte politiche per un migliore sviluppo, fondato sul dinamismo delle nostre imprese. Opinioni controverse, naturalmente. Su cui discutere. Così come farlo sui criteri della politica industriale, guidata dall'alto, dal potere pubblico o impostata dal basso, seguendo le capacità competitive dell'industria, a partire da quella manifatturiera: tema al centro delle pagine di Cacciavite, robot e tablet di Dario Di Vico e Gianfranco Mesti, Il Mulino. Se si alza lo sguardo dall'Italia, sono di estremo interesse anche le valutazioni di Colin Crouch in Quanto capitalismo può sopportare la società, Laterza, un bel saggio sulle strategie necessarie contro l'aumento dei divari economici, causa profonda della Grande Crisi e minaccia contro "l'economia di mercato e la stessa democrazia". La risposta? "La socialdemocrazia quale forma suprema di liberalismo". La discussione continua.

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