Camminare producendo
Le migrazioni dei braccianti mixtecos dell'industria agricola americana tra nordismo e fordismo

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Collana: Scienza, tecnologia e società
2005, pp 226
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali, Sociologia
isbn: 9788849815924
Il titolo di questo libro è la parafrasi di uno dei motti più noti ed evocativi maturati dall’esperienza rivoluzionaria degli indigeni zapatisti del Chiapas – caminar preguntando. Esso è ispirato ad un’idea radicalissima di democrazia da fare coi piedi e la bocca, da nutrire con il movimento e l’interazione stimolata dalla curiosità e il dubbio; un’idea che s’incarna nelle pratiche politiche che indagano il nuovo o il potenziale, ciò che è ancora inesistente o tuttavia sconosciuto. Lo stesso titolo vuol richiamare la teoria espressa in questo testo, che è logicamente fondante rispetto a tale concezionetutto-includente della democrazia. Essa mette l’accento sulla crescente e già sistematica importanza che, nel modello produttivo che oggi si fa largo – fondato su una verità tecnologica inedita rispetto all’epoca moderna e fordista, informante in modo nuovo il rapporto tra le soggettività e le macchine, tra la socialità, il capitale e lo Stato –, assumono i gesti e finanche le affezioni di soggetti e anfratti sociali esterni/estranei agli spazi e al concetto di lavoro. Producono camminando, nuove forme di vita e valore, i migranti indigeni provenienti dalla Mixteca messicana, diretti ai campi dell’industria agricola della California e di Sinaloa – con cui si è svolto l’intenso lavoro di ricerca empirica da cui scaturisce questo volume. Esaminando la relazione tra i migranti e le macchine, e partendo quindi dal livello micro-fisico dei rapporti tecno-politici attuali, quelli risultano fondamentali attori dell’odierno regime di produzione generalizzata, e delle istanze di sovranità diffusa che affermano l’irriducibilità positiva e attiva dei soggetti alle pratiche di dominio implementate dagli istituti d’ordine. I tratti delle soggettività migranti contemporanee, possono essere efficacemente ascritti alla vicenda dei soggetti dello spazio postmoderno, e quindi alla categoria del corpo sociale post-statuale: la moltitudine. I risultati di questo studio reclamano l’urgenza del riconoscimento politico, oltre che scientifico, della necessità d’invenzione di nuove forme post-nazionali della cittadinanza, e di nuove misure post-fordiste del reddito da godere.