Cambiare l'Europa. Luca Meldolesi legge l'ultimo Hirschman. (Altritaliani.net)

di Raffaele Bussi, del 19 novembre 2014

L'ultimo Hirschman e l'Europa

Esercizi teorici sull'«auto-sovversione»

Da Altritaliani.net

A distanza di due anni e più dalla morte, Luca Meldolesi legge, o meglio rilegge, Albert Hirschman e lo fa attraverso una ricerca precisa, attenta e puntuale con L'ultimo Hirschman e l'Europa che l'editore Rubbettino ha di recente mandato in vetrina. E la rilettura del pensiero dell'ultimo Hirschman, la riflessione sull'Europa dall'immediato dopoguerra alla caduta del Muro dove l'autorevole economista tedesco, naturalizzato statunitense, invita l'Europa a proseguire il suo cammino verso una più grande unità, dispiacendosi del fatto che essa non abbia sviluppato un sentimento culturale sufficientemente forte tra i cittadini d'Europa, insistendo troppo sull'aspetto economico. E l'invito del pensatore a ricominciare da un'idea d'Europa legata innanzitutto dalla cultura in sintonia con Robert Schuman. E tutta raccolta in queste poche battute la visione europeista di Albert Hirschman, al quale Meldolesi dedica la ricerca che, pur iniziata come semplice esercizio intellettuale, ci rivela, si è dimostrata dettata dal desiderio di onorare la memoria di uno studioso, di evitare la dispersione di tanti piccoli ricordi, di capir meglio il suo punto di vista sull'Europa, di fare progressi su qualche questione travagliata del passato ed uscire infine da ogni sorta di ritualismo. Meldolesi, attraverso cinque sezioni (Genesi d'un grande spartiacque, Sull'eredità economica, Sull'eredità politica, Per una nuova Europa e Conclusione) ricostruisce il pensiero dell'ultimo Hirschman, la cui convinzione principe si basa sulla necessità di trovare strade che portino ad un cambiamento reale del Vecchio Continente, ricollocandosi anche mentalmente tra gli Stati Uniti e l'Europa (Princeton e Berlino) attraverso la logica dell'auto-sovversione, per superare, forse, quelle diseguaglianze che sono alla base delle crescite squilibrate. E qui che l'economista tedesco ripropone il contributo dell'intera sua opera per colmare il deficit di costruzione europea che già a metà degli anni Novanta aveva in modo esplicito rilevato. Proprio per superare l'inceppamento del processo di trasformazione dell'Europa, le speranze di prosperità deluse, lo sviluppo dei concetti di democrazia e giustizia sociale, da ogni parte auspicati, Meldolesi ripropone alla discussione alcuni degli aspetti economici e politici dell'economista tedesco allo scopo di trarre insegnamenti per il futuro. La ricetta per il cambiamento di Hirschman, a parere di Meldolesi, deve poggiare sull'omogeneizzazione delle culture dei diversi paesi, senza mai dimenticare che America ed Europa hanno tutto l'interesse ad imparare reciprocamente e che il dialogo conseguente alla caduta del muro di Berlino avrebbe potuto migliorare l'interrelazione non solo tra le due sponde dell'Atlantico ma dell'intero pianeta. Il libro di Luca Meldolesi è opera di pregio, per aver riproposto la riflessione su uno dei grandi pensatori del Novecento, per aver attraversato un secolo triste fatto di guasti, odio, conflitti e quanto di peggio può produrre la mente umana. Pensavamo di raccogliere i cocci della stupidità proponendo gli Stati Uniti d'Europa, ma abbiamo solo regolato i conti economici tra singoli stati, favorendo nuove diseguaglianze e crescite squilibrate, ci suggerisce Meldolesi rileggendo Hirschman. La ricetta per il cambiamento? Rileggere il pensatore tedesco-statunitense, nella speranza che prima delle monete si possa dare priorità ai popoli ciascuno con la propria cultura, la propria storia, la propria civiltà millenaria da offrire all'altro nell'ipotesi non peregrina di potersi ritrovare un domani non lontano tutt'insieme intorno ad una lingua comune. Poggia su queste prerogative la lezione di Hirschman per un futuro cammino comune delle singole realtà nazionali del Vecchio Continente.

di Raffaele Bussi

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