Calabria sublime
I paesaggi naturali della Calabria attraverso gli occhi di viaggiatori e descrittori (con 48 foto a colori)

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Collana: Il Viaggio
2005, pp 162
Rubbettino Editore, Letterature di viaggio, Geografia, Guide naturalistiche
isbn: 9788849810806
Prefazione di Mauro F. Minervino

Considerata una sorta di “frontiera” del Grand tour, la Calabria venne visitata, tra il settecento ed i primi del novecento, da un manipolo di viaggiatori stranieri in cerca, soprattutto, delle vestigia della Magna Grecia. Questi temerari , chierici, aristocratici, archeologi, letterati, artisti , si muovevano in treno, in carrozza, a dorso di mulo, a piedi, girovagando per mesi in una regione di montagne impervie e di litorali infestati dalle paludi, priva di efficienti vie di comunicazione, resa insicura da bande di briganti. I loro diari di viaggio, oltre a rievocare l'epopea magnogreca e a constatare, con amarezza, la scomparsa di ogni sua traccia, si soffermano, talvolta, sui costumi di genti primitive, non ancora raggiunte dal progresso, epigoni di un mondo contadino e pastorale immutato da secoli.
Sino ad oggi si riteneva che solo pochi tra costoro avessero dimostrato interesse per i paesaggi naturali della Calabria. Ed invece, dopo venticinque anni di escursioni e di studi e dopo vari libri dedicati alla natura calabrese, Francesco Bevilacqua raccoglie qui ottanta brani di trentasei autori diversi, tra antichi viaggiatori e moderni descrittori, tutti intrisi di ammirazione e sgomento per la grandiosità, la varietà, l'originalità dei paesaggi naturali della Calabria. Un'antologia inedita che dimostra l'alto gradiente estetico della natura di questa strana regione, ultima propaggine del continente europeo scagliata nel cuore del Mediterraneo, regione di immense spiagge solitarie e di irte scogliere, di monti boscosi e maestose pareti di roccia, di valli arcadiche e di impressionanti gole fluviali.
Preceduta da una prefazione di Mauro F. Minervino, che propone un nuovo modo di viaggiare alla scoperta degli aspetti più autentici della Calabria, e da un'introduzione dell'autore che tenta una tipizzazione dei paesaggi naturali calabresi ed indaga sulle suggestioni culturali che sostennero la percezione di essi da parte dei protagonisti del Grand tour (da qui il titolo, con riferimento alla categoria estetica del“sublime” alla quale si ispira gran parte dei brani), l'antologia si dipana in undici capitoli dedicati ad altrettante aree geografiche. Segue un'appendice con quarantotto fotografie a colori dello stesso Bevilacqua, che mostrano i luoghi descritti nei brani come si presentano oggi.
Emerge dal volume, in conclusione, tutto il valore della natura calabrese, con il suo straordinario patrimonio di paesaggi, scorci, vedute, che, al di là della vuota retorica di certi slogan turistici, costituisce la più autentica vocazione di una regione negletta e sottosviluppata dove, tuttavia , come intuì il letterato inglese Richard Keppel Craven nel 1821 ,“la natura ha tracciato in modo così magnifico le linee che il genio e l'opera umana devono seguire e gli sforzi dell'arte migliorare”.

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