Gianfranco Morra
Breviario del pessimista

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Collana: Varia
2001, pp 452
Rubbettino Editore, Filosofia e Religione
isbn: 9788849801729
Il testo sotto forma di breviario propone una lettura per ogni giorno dell'anno di un brano legato ai temi del pessimismo culturale dei principali autori del secolo appena finito che se ne sono occupati. Il messaggio del pessimismo culturale appare ancora necessario, per liberarci dell'ottimismo piatto e fesso della modernità. Nell'intervallo fra le due guerre mondiali si diffuse in Occidente un'angoscia per le sorti della civiltà. Apartire da Spengler e nel solco delle intuizioni di Nietzsche, molti temettero la fine del primato della spiritualità e dell'intelligenza a causa del prevalere della tecnica e della cultura di massa. Si diffuse la consapevolezza del“tramonto dell'occidente” in un sofferto pessimismo sulle sorti della civiltà europea. Nella seconda metà del Novecento la veemente protesta di“questo“pessimismo sulla civiltà” largamente si spegne, proprio nel momento in cui i pericoli intuiti all'inizio del secolo si sono fatti più gravi e incombenti (atomica, crisi ecologica ed energetica, ingegneria e manipolazioni geneti-che, trapianti, neurochirurgia, mass-media, video-politica). Sembra quasi che l'assurdo non sia più sul palcoscenico, ma circoli a tal punto per le strade da essere ormai un'abitudine. L'uomo narcisista e scanzonato della tarda modernità può parlarne solo indirettamente e giocosamente, con i romanzi controutopici e con i films fantascientifici. Il pessimismo è divenuto cinismo lucido di chi sa bene che non c'è rimedio alla decadenza della civiltà e pensa solo a reperire strategie“deboli” di sopravvivenza.