Blondel e i neotomisti
Momenti di un dibattito epistemologico

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Collana: Scaffale Universitario
2005, pp 234
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849812176
È il fine dell’azione umana a determinare gli aspetti peculiari della nostra conoscenza teorica; per questo è necessario superare la distinzione operata da Kant tra ragione speculativa e ragione pratica ed indagare, in primo luogo, le necessità pratiche della ragione se vogliamo comprendere in modo adeguato le modalità con cui ci inseriamo nel mondo reale. Sulla base di questo orientamento epistemologico, a cui è riconducibile il modello di razionalità proposto nell’Action del 1893 e negli scritti ad essa successivi, Blondel cercherà di superare la separazione kantiana tra ragione speculativa e ragione pratica, il fenomenismo a cui tale separazione indurrebbe ed il soggettivismo al quale sarebbe condannata, entro tale prospettiva, la ricerca della realtà a cui possiamo accedere. Questo orientamento poteva essere valutato positivamente dai neotomisti, che in quello stesso periodo non perdevano occasione per combattere gli errori del fenomenismo e del soggettivismo prodotti dalla diffusione del pensiero di Kant. Ma non fu così. Sin dalla pubblicazione dell’Action e per quasi tutto l’arco di tempo in cui dette alle stampe i suoi scritti, Blondel fu oggetto di aspre critiche da parte di autorevoli tomisti per aver assunto proprio gli stessi principi epistemologici del kantismo. Le ragioni di questa identificazione che costituì, forse, il motivo di fondo della controversia epistemologica tra Blondel e i neotomisti – dando così origine ad un pesante pregiudizio non ancora del tutto eliminato nella valutazione dell’epistemologia blondeliana –, possono essere ricercate da un lato nella censura ecclesiastica che sin dai primi dell’Ottocento condannò il pensiero di Kant, dall’altro nelle iniziative con cui il Magistero della Chiesa, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, ravvisava nel pensiero di Tommaso l’unica filosofia rigorosa proponibile per contrastare il pensiero moderno e in particolare la filosofia critica.