Baghdad anno zero
Presentazione di Younis Tawfik

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Collana: Problemi aperti
2003, pp 120
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849806809
Una città in bilico tra l'euforia della liberazione e il caos dell'anarchia. Una città frenetica e smarrita dove è diventato difficilissimo vivere e anche sopravvivere. Senza legge, lavoro, stipendi, scuole, università, banche, luce, acqua potabile, benzina, gas, telefono, semafori. Dove manca tutto, eccetto le armi. Un kalashnikov al mercato nero di Al Jadida costa centotrenta dollari, poco più di una notte nell'albergo dei giornalisti.
è questa la Baghdad raccontata nel libro, diario di guerra di un cronista entrato in città subito dopo la caduta del regime e al tempo stesso raccolta di storie di vita. Retroscena, paure, impressioni che un servizio televisivo non può raccontare: il viaggio sull'autostrada Amman-Baghdad (così pericoloso che la bbc lo vieta ai suoi giornalisti), le cene con le razioni kappa, il soggiorno clandestino nell'albergo della stampa, le armi puntate contro la telecamera, la paura dell'attentato.
Tutt'intorno l'umanità dolente e ribollente di Baghdad: l'allenatore torturato da Uday Hussein, il pescatore del Tigri, la signora veneta che al tempo della monarchia sposò uno degli uomini più ricchi dell'Iraq. Gli sciuscià e gli orfani, le donne che hanno studiato, parlano inglese e lottano per la fine dell'occupazione americana. Il primo venerdì di preghiera senza Saddam nella grande moschea sunnita (sunnita come il rais) e il pellegrinaggio degli sciiti alla città santa Karbala. Il giorno del compleanno di Saddam e la messa di Pasqua tra gli ultimi cattolici e il nunzio apostolico, l'unico diplomatico rimasto in città sotto le bombe.
Poi i soldati americani, ventenni con il fucile mitragliatore. Come il sergente William Coultry, tank commander,“capo di un carro armato Abrahams”, piombato dall'Oceano e dai campi di pesche di Savannah a un check point di Baghdad.
“Se rimani troppo a lungo in questa città, mi disse un fotografo inglese ripartito da Baghdad quindici giorni prima di me, prima o poi avrai o una pallottola o un incidente d'auto.Io ci sono rimasto per un mese: pochissimo e allo stesso tempo troppo”.