Asylumisland
Accoglimento ed inserimento socio-economico di rifugiati e richiedenti asilo nelle regioni del Sud Italia

A cura di Ada Cavazzani

Special Price €18,70

Prezzo Pieno: €22,00

aggiungi al carrello
aggiungi alla whishlist

Collana: Varia
2006, pp 296
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali
isbn: 9788849811650
Quale accoglienza ricevono i profughi che sbarcano sulle coste della Calabria, Puglia e Sicilia? E quali prospettive hanno di inserirsi a livello sociale ed economico nelle regioni del Sud Italia? Quali interventi si possono proporre per migliorare il funzionamento dei servizi a livello territoriale?Per rispondere a queste domande, un gruppo di ricercatori dell'Università della Calabria ha analizzato dati e testimonianze utili a orientare le attività del partenariato costituito per il Progetto“Asylumisland”, attuato nel periodo 2002-2005 nel quadro del Programma di Iniziativa comunitaria Equal, con il sostegno del Fondo Sociale Europeo. Le ricerche hanno considerato in particolare le aree delle province di Crotone in Calabria, Lecce in Puglia, Agrigento in Sicilia. Il quadro complessivo risulta purtroppo molto critico, per quanto riguarda la possibilità di adeguare gli interventi di accoglienza e di inserimento alle aspettative dei profughi e alle norme stabilite a livello europeo. I richiedenti asilo incontrano una serie di gravi ostacoli, sia durante le fasi di prima e seconda accoglienza, che per le prospettive di inserimento sociale ed economico. Da un lato, l'orientamento delle politiche nazionali porta a considerare l'arrivo dei profughi in termini di emergenza, con la conseguente predisposizione di strumenti di intervento straordinari, che di fatto si basano su una concezione di assistenza temporanea e sul presupposto , non verificato , che le regioni meridionali siano soltanto una zona di“transito” per i rifugiati. D'altro lato, la mancanza di un quadro normativo coerente in materia di asilo implica l'applicazione di procedure di riconoscimento dello status di rifugiato del tutto inadeguate alle aspettative. Durante le fasi di rilevazioni sul campo, è stato osservato il progressivo peggioramento della gestione della accoglienza dei profughi, con la trasformazione dei centri di prima accoglienza (CPA) in centri di permanenza temporanea (CPT), e con la creazione di nuove strutture per l'identificazione dei profughi. Le condizioni di vita in questi centri sono risultate sempre più incompatibili con i diritti civili dei profughi, come risulta dalle testimonianze raccolte e dalle crescenti richieste di procedere alla chiusura dei campi di detenzione dei profughi. D'altra parte, anche le iniziative del Programma Nazionale Asilo (PNA), promosso dal Ministero dell'Interno, dall'ANCI e dall'ACNUR, sono state principalmente utilizzate, nelle zone considerate, a fini assistenziali e di protezione temporanea. Inoltre, anche le istituzioni locali hanno dimostrato uno scarso orientamento a interessarsi dei profughi, fin dal momento del loro arrivo nei rispettivi ambiti territoriali, sia per quanto riguarda il problema dei campi di trattenimento dei profughi, sia per l'adeguamento dei servizi territoriali ai nuovi bisogni sociali.Sulla base di tale contesto problematico, sono suggeriti possibili interventi operativi per il miglioramento delle condizioni di accoglienza e inserimento dei rifugiati, con riferimento ad alcune iniziative innovative sperimentate a livello locale e, in particolare, nelle regioni del Sud Italia, dove è prevedibile che continueranno ad arrivare anche negli anni futuri persone costrette ad abbandonare i propri paesi di origine.

Potresti essere interessato ai seguenti libri