Arriva in libreria il carteggio fra La Cava e Sciascia ()

di Redazione, del 11 settembre 2012

Finalmente in libreria!
La fitta corrispondenza che impegna fra il 1951 e il 1988 Mario La Cava e Leonardo Sciascia introduce il lettore nel pieno della vita culturale della seconda metà del Novecento, rivelando i retroscena privati, le difficoltà, persino il freddo e la solitudine, che dànno origine alle opere di due maestri del romanzo e del racconto europeo. La quasi quotidiana conversazione fra i due narratori si legge oggi come un dialogo sulle prove dirette dell’esistenza e sulla coerenza di scelte non facili, non arrendevoli, non di superficie, che assumono i connotati di una costante prospettiva etica posta alla base del lavoro della scrittura. Molte sono le somiglianze tra il più giovane scrittore siciliano e l’amico maestro calabrese sin dagli esordi: l’essenzialità dei mezzi economici, la spinta del viaggio faticoso e necessario per gli incontri che scongiurino il possibile isolamento in provincia, la pubblicazione dei propri libri in un contesto editoriale appropriato, nonché lo scambio puntuale di pareri, valutazioni, impressioni sulle letture e sulle fisionomie umane, confessioni familiari, e anche di desideri, aspettative, e progetti futuri. Questo singolare libro racconta dell’incontro fra due personalità esemplari, nell’intreccio fra due grandi opere narrative, accomunate da scelte di un linguaggio rigoroso ed essenziale, come raro punto di riferimento per il lettore d’oggi, e come approccio informato e guida alla riscoperta dei due grandi narratori.



Carissimo Mario,
non ho tue notizie. Spero, comunque, che tutto vada bene per te, e che non mancherai alla manifestazione palermitana.
Come ho scritto a Zappone, dovresti comunicare all’Assessorato la data del tuo arrivo: ti converrebbe raggiungere Palermo la sera del 9, fare il viaggio insieme a Zappone e Seminara e preavvertirmi dell’orario di arrivo, in modo che io possa venire a incontrarvi. Caproni mi ha mandato un articolo sui tuoi Caratteri: ne è contentissimo, come di una scoperta.
Cordialità per i tuoi.
Un abbraccio dal tuo

Leonardo Sciascia


Caro Sciascia,
(...) La mia passione letteraria m’è costata assai cara e pochi lo sanno; né trovo gente disposta a comprendermi. In fondo io vivo di assurde speranze: a vent’anni ero così, a quarantaquattro non sono diverso. Morire con tanti rimpianti, non sarebbe un bel risultato.
Mario La Cava