Altre stelle uruguayane (La Sicilia)

di PASQUALE ALMIRANTE, del 17 settembre 2013

da La Sicilia del 17/09/2013

Una storia di calcio e d'amicizia Stefano Marelli con "Altre stelle uruguayane" (Rubbettino) si è conquistato gli apprezzamenti al Salone del libro di Torino, e a buon ragione perché la sua opera prima è un bellissimo romanzo. E infatti quasi immediatamente si entra in un intreccio alla Dickens, grazie a un narratore che introduce un'altra storia, dove due esistenze complesse e tormentate si incontrano in un orfanotrofio, la cui triste incombenza fa già prevedere loschi futuri.
In primo piano c'è però il gioco del calcio, quello degli anni Trenta in Uruguay, che diventa anche metafora di lotta e di successi, sconfitte e riabilitazioni, infortuni e ricchezze e fama.
E Nesto Bordesante, il protagonista, grazie al suo nome italiano, che comunque è frutto di una rapina d'identità, diventa strumento della propaganda mussoliniana, fino a quando col crollo fascista anche Nesto crolla. Riparte la rivincita, ma nello stesso tempo altre vicissitudini pilotate sia dal destino e sia dai suoi trascorsi che, quando paiono sul punto di stritolarlo, lo promuovono, cancellandolo alla fine con una morte pirandelliana. Storia di una grande amicizia che fondandosi sul sangue non può che produrre tradimenti, come quelli che Nesto subisce dall'amore per una ragazza, Veridiana, che però mente, portandolo nell'abisso dentro il quale scorgiamo altri romanzi che si leggono con piacere per incontrare una umanità che forse non vive solo nella fantasia di un autore.

DI PASQUALE ALMIRANTE

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