Ai margini della civitas
Figure giuridiche dell'altro tra medioevo e futuro

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Collana: Varia
pp 376
Rubbettino Editore, Storia, Storia: argomenti specifici
isbn: 9788849837643

Il profilo di determinate categorie di soggetti percepiti come irrimediabilmente diversi, “altri”, ha da sempre accompagnato, ed inquietato, lo spazio giuridico tracciato dalla civitas (intesa come civiltà oltre che come città), la quale ne ha spesso statuito l’emarginazione al di fuori dei propri confini politico-giuridici (se non anche materiali, extra moenia). Così, la presenza di eretici, banditi, streghe, e “mentecatti” ha ceduto il passo, nei nostri giorni, alla considerazione per carcerati, disabili, “devianti”, mentre due figure, lo straniero e il miserabile (tale per povertà e/o per malattia), attraversano i secoli fino a “bucare” il nostro presente e proiettarsi tra le sfide future cui è chiamata a confrontarsi la nostra società con il suo diritto. Il volume chiama a raccolta studiosi di diverse discipline, non solo giuridiche ma anche storiche, economiche, sociologiche, per analizzare, attraverso una prospettiva multifocale, la complessa e stratificata “fenomenologia” dell’altro nella cultura giuridica europea. Le scaturigini storiche dell’irrompere del “marginale” sulla scena della civiltà giuridica europea (parte Prima) e l’attuale assetto dei meccanismi di previsione e inclusione (o viceversa, di rimozione ed esclusione) nell’ordinamento giuridico vigente (parte Seconda) costituiscono il dittico che si propone allo sguardo dello studioso, sia egli “addetto ai lavori”, studente o lettore interessato.