Ad esempio a me piace...
un viaggio in Calabria

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Collana: Varia
2009, pp 128 (Cd in allegato)
Rubbettino Editore, Narrativa, Narrativa moderna e contemporanea
isbn: 9788849825053
Ormai è da più di quindici anni che giro per la Calabria. All'inizio l'ho fatto soprattutto pergiocare a calcio, in seguito per suonare, sempreho intrapreso viaggi per piacere. Per non parlaredei numerosi viaggi immaginari nei libri che parlanodella Calabria, le canzoni calabresi e quelledei calabresi, gli incontri con emigranti come me,che in ogni parola fanno scoprire un luogo amatoe da amare.
Grandi scrittori e artisti hanno raccontato la Calabria. Penso a Corrado Alvaro, e ad AlexandreDumas, Cesare Pavese, Guido Piovene, CorradoStajano, che calabresi non erano, maanche a un cantante come Rino Gaetano, a cuiho rubato il titolo di un brano per il nostro lavoro,Ad esempio a me piace..., che racconta unviaggio ogni volta che lo ascoltiamo. Viaggi inCalabria, immaginari e reali, a cui mi è parso interessante e appassionante dare una rappresentazioneattuale, grazie ad artisti nati, adottatie discendenti dalla regione più meridionale dellaPenisola, che ne rappresentano una delle partimigliori.
Ho sempre pensato che un grande difetto dei calabresi fosse quello di essere disuniti. Soprattuttonel loro territorio d'origine, dove ognuno resta infin dei conti confinato nel proprio“orticello”, senzariuscire a cooperare. A volte, l'unica grande“cooperativa” calabrese, capace di unire e di esportare in tutto il mondo, sembra la ''ndrangheta. Ma anche contro questa“piaga”, i calabresi risultanodisuniti, sparsi in gruppi che cercano di prevaricarsireciprocamente, addirittura , per fortuna raramente, nel fronte dell'anti-mafia.
Ho considerato giusto, dunque, unire gli artisticalabresi, perché l'artista deve avere il compito disegnare una via di cooperazione. In fin dei contiè solo un modo per far vedere che in Calabria sipuò essere uniti e si può esportare cultura. E poiè giusto ricordare e ricordarci che non esiste solola ''ndrangheta e anche questo, d'altronde, è unmodo per combatterla.
Così è nato questo progetto e così abbiamo raccontatoil nostro viaggio in Calabria. Un viaggio attraversoil paesaggio impervio dell'Aspromonte edella Sila, le montagne calabresi da cui si vede ilmare. E il mare da cui si vede la neve, ma ancheStromboli e Vulcano, l'alba e il tramonto. Lo Strettosolcato dai traghetti verso Messina, che sembraun tutt''uno con la Calabria, reso magico dalle mitologiadi Scilla e Cariddi e della fata Morgana. Ipaesi addormentati e abbandonati, sull'orlo dellaterra franosa, dell'incuria, della difficoltà del vivere,della fatica di essere se stessi fuori dalla propriaterra. Le colline con le fortificazioni militari invasedai fiori di campo, i ficarazzi e le viti.
Un viaggio incontrando i pastori che osservano lebarche e i pescatori che sentono l'ululare dei lupi.I contadini con le mani indurite dai calli, che si riposanoall'ombra degli ulivi, e le donne chefanno chilometri con un cesto in testa pieno diverdura. Ma anche i manager e gli emigranti piùumili stipati su treni sempre troppo stretti. I giovaniche si eccitano per i fatti di sangue, per tuttociò che puzza di violenza e potere, e quelli costrettiad andare via da terre dove ti insegnano aparlare poco e a farti i fatti tuoi. Ma anche di chinon se ne vuole andare.
Tutto questo in un viaggio lungo un'ora o unavita, segnato dall'amore e dalla rabbia per unaterra che ci accoglie e ci respinge ogni volta chela calpestiamo.
Ringrazio innanzitutto Luigi Ambrosi, che ha collaboratoin ogni momento con consigli e mansionipratiche, come l'editing dell'intero volume.Ringrazio Gianluca Veltri e Bruno Giurato chehanno da subito condiviso e sostenuto la miaidea, dandomi ottimi suggerimenti. Ringrazio LorenzoOri che ha messo a disposizione il“Lozstudio” e se stesso a Bologna per il masteringdel cd. Ringrazio Monia Grimaldi che ha lavoratoalla copertina del volume.
Ringrazio tutti gli artisti coinvolti perché hannopartecipato con grande entusiasmo dimostrandomiche noi calabresi siamo sempre meglio dicome ci descrivono.
Ringrazio, infine, Florindo Rubbettino per aver da subito appoggiato la mia idea e reso possibilela sua concretizzazione.